In Commissione Europea, alcuni Paesi membri, quali Bruxelles, Germania e Paesi Bassi, hanno portato, con fervore, la proposta di introdurre politiche fiscali atte a ridurre il consumo di carne, maiale e pollo, incoraggiando il passaggio ad altre diete che privilegino i prodotti vegetali.

La loro preoccupazione è quella di far fronte alle questioni legate al benessere degli animali e all’impatto ambientale delle fattorie e degli allevamenti intensivi.

Ciò posto, una volta applicata la tassa su tutti i tipi di carne, i consumi, all’incirca entro 30 anni, si ridurrebbero in media del 50%.

Tassare la carne, per sostenere i costi della collettività, dovuti per lo più, all’inquinamento degli allevamenti, valutando le preoccupazioni degli esperti, in relazione alle emissioni dei gas serra dovuti agli allevamenti stessi, soprattutto quelli di grandi dimensioni, dai quali proviene la carne che finisce nei banchi frigo dei supermercati. La proposta rientrerebbe nel pacchetto di politiche Farm to Fork (dalla fattoria alla forchetta).

Il risparmio sulle carni, secondo la proposta presentata alla Commissione, andrebbe distribuito agli stessi agricoltori e consumatori che la subirebbero, attraverso un sistema di compensazione che premia i produttori che contribuiscono a mettere sul mercato cibi ecosostenibili con elevati standard di benessere degli animali, ma anche le persone con un reddito relativamente basso.

Si sente sempre parlare di “Economia circolare”, “riduzione delle emissioni”, ma anche “decarbonizzazione”: è tutto dedicato alla sostenibilità ambientale. I Fondi ci sono, ma se non utilizzati, entro due anni, gli stanziamenti saranno revocati e dedicati ad altri progetti. Ogni anno entro metà settembre, andrà fatta una relazione sull’utilizzo dei fondi.

Con la manovra nel 2020 quasi raddoppiano le risorse dedicate alla protezione dell’ambiente, dovuto “principalmente” ai fondi anti-dissesto idrogeologico e per il Green new deal. E’ quanto si legge nell’Ecobilancio” allegato alla manovra, in cui si dettagliano le spese dedicate all’ambienteeffettuate a beneficio della collettività”. Il “65%” dei fondi va alla “protezione del suolo e delle acque”.